Questo progetto riguarda te e la città di Firenze. Scopri tutto quello che c'è da sapere.
La Piana fiorentina è da secoli un territorio agricolo, attraversato da canali e in parte storicamente paludoso: un equilibrio idraulico delicato, oggi messo sotto pressione dall'urbanizzazione e dall'edificabilità diffusa.
Il Masterplan 2035 fa della Piana il cuore della propria strategia di compensazione ambientale: meno suolo consumato rispetto al piano del 2003, un sistema delle acque pensato per convivere con il rischio idraulico e 800 ettari di nuovo parco pubblico restituiti al territorio.
Gli interventi rientrano nella procedura di Valutazione di Incidenza (VincA) integrata nella VIA-VAS, a tutela del sito Natura 2000 IT5140011 “Stagni della piana fiorentina e pratese” e delle altre aree di rilevanza naturalistica interessate dal progetto.
Il progetto della Piana affianca alla nuova pista un sistema di compensazione su scala vasta: meno suolo consumato rispetto al piano del 2003, una gestione delle acque a garanzia idraulica, una nuova viabilità integrata e 800 ettari di parco pubblico restituiti alla città.
Il nuovo assetto richiede una superficie inferiore rispetto al Masterplan 2003: meno ettari da acquisire e impermeabilizzare.
Il principio di invarianza idraulica guida il progetto: le tre nuove aree compensano ogni superficie impermeabilizzata, riducendo il rischio di allagamento per la Piana.
Nuovi raccordi e percorsi dedicati riducono l'impatto del cantiere e della futura viabilità aeroportuale sulla rete stradale esistente, integrandosi con la mobilità della Piana.
Tra via dell'Osmannoro e il futuro tratto del Fosso Reale: 14,4 ettari dell'attuale sedime aeroportuale saranno restituiti al territorio.
Quattro nuove aree a Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Signa, con due nuove zone umide in sostituzione del laghetto di Peretola e dell'area Val di Rose e La Querciola.
Tra il confine dello scalo e il polo universitario di Sesto Fiorentino, attraversata da percorsi pedonali e ciclabili con punti di sosta panoramici.
A Sesto Fiorentino nascerà un grande parco pubblico, parte del più ampio disegno di compensazione ambientale del Masterplan 2035: spazi verdi, percorsi accessibili e habitat naturali restituiti al territorio e alla città.
La natura del territorio e le pressioni sull'uso del suolo rendono la Piana un'area delicata, dove ogni intervento deve fare i conti con l'acqua e con l'equilibrio tra sviluppo e tutela.
Gran parte della Piana è un'area a rischio idraulico: senza interventi mirati, l'impermeabilizzazione del suolo aumenterebbe il rischio di esondazioni verso i centri abitati vicini.
La pressione edificatoria e destinazioni urbanistiche disomogenee rendono difficile conciliare lo sviluppo infrastrutturale con la tutela del paesaggio agricolo della Piana.
Il Parco della Piana non è solo un'opera di compensazione: ridisegna il rapporto tra lo scalo, l'agricoltura e le comunità che vivono questo territorio, con benefici ambientali e sociali duraturi.
Corridoi ecologici e zone umide rinaturalizzate offrono nuovi habitat per la fauna e la flora della Piana.
Le aree di laminazione riducono il rischio di esondazione per i centri abitati vicini alla Piana.
Percorsi ciclopedonali e aree pubbliche rendono la Piana accessibile a chi la abita, senza snaturarne la vocazione agricola.
I documenti ufficiali relativi al Parco della Piana e alla compensazione ambientale.
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