Questo progetto riguarda te e l'area fiorentina.
Scopri tutto quello che c'è da sapere.
La nuova pista è l'intervento centrale del progetto di sviluppo dell'aeroporto "Amerigo Vespucci". Sostituisce l'attuale pista 05/23, realizzata negli anni Trenta tra monte Morello e l'autostrada, con una pista orientata 11/29, affiancata al tracciato dell'autostrada A11. È la soluzione scelta dopo l'analisi di quattordici diverse ipotesi progettuali. Il nuovo orientamento risolve le criticità operative storiche dello scalo e sposta le traiettorie di volo dalle aree urbane di Peretola, Brozzi e Quaracchi verso le zone libere della piana, riducendo drasticamente l'impatto acustico sulla città.
La pista 11/29 è lunga 2.200 metri, affiancata all'autostrada A11 ed inclinata rispetto ad essa. Operatività monodirezionale, con decolli 29 (verso ovest) e atterraggi 11 (da ovest, in direzione del nuovo terminal), senza più sorvolare a bassa quota aree abitate.
Strip di 280 m. RESA sulle due testate di 240 metri. Turn-pad in testata 11 Distanze operative per corse di atterraggio (LDA) e di decollo (TORA) di 2.200 m. Raccordi pista-piazzale ottimizzati per ridurre i tempi di rullaggio.
Asse est-ovest, affiancato all'autostrada A11 e inclinato rispetto ad essa. Libera le traiettorie di volo da Monte Morello e dagli ostacoli artificiali che penalizzano l’attuale pista 05/23.
Oggi la 05/23 dispone di ILS CAT I e sistema di aiuti visivi ridotti.
Rispetto alla soglia minima prevista del 95% ed a circa il 90% della pista attuale, fortemente penalizzata dai venti in coda e dalla monodirezionalità per gli atterraggi e gran parte dei decolli.
Decolli verso ovest e atterraggi in arrivo da ovest: le traiettorie puntano sulla piana aperta, non sulla città, azzerando il sorvolo a bassa quota su Peretola e Brozzi.
La categoria della pista ricomprende la stessa tipologia di aerei impiegati oggi, ma permette di sfruttarne pienamente le prestazioni, senza più limitazioni (“famiglie” A320neo, A220, Boeing 737 MAX, Embraer E-Jet E2).
Il nuovo orientamento sblocca la capacità dello scalo. Il Masterplan 2035 è dimensionato su una previsione di crescita fino a 5,8 milioni di passeggeri – scenario medio di riferimento – con più movimenti e nuovi vettori, senza la quota di dirottamenti attuali. La stessa tipologia di velivoli oggi operati, in versioni a maggiore capacità, potrà volare a pieno carico rendendo Firenze uno scalo competitivo sul mercato europeo.
Traffico quasi esclusivamente passeggeri; il traffico merci resta demandato allo scalo di Pisa.
È confermata la tipologia di voli e di compagnie oggi ospitate dallo scalo fiorentino.
Maggiori hub europei, del Mediterraneo e della penisola arabica, da cui transitano i flussi intercontinentali, e le principali città.
Offerta rivolta principalmente a spostamenti per lavoro e turismo legato a eventi.
Restano i velivoli di classe C già operati oggi, nelle nuove versioni a maggiore capacità che la pista consente di sfruttare a pieno carico, con maggiore efficienza operativa e più margine su tratte e configurazioni oggi già servite.
L'attuale pista 05/23, tra monte Morello e l'autostrada A11, è la principale criticità dello scalo. È di fatto monodirezionale: gli atterraggi avvengono quasi sempre per pista 05, l'unica strumentale assistita da ILS, mentre l'atterraggio 23 è precluso all'aviazione commerciale ed utilizzabile solo a vista e di giorno. La presenza di ostacoli sui prolungamenti riduce le distanze utili (1.455 m in atterraggio 05, appena 977 m in atterraggio 23). Vento in coda, pioggia e nebbia causano frequenti riattaccate, cancellazioni e dirottamenti, mentre le traiettorie sorvolano a bassa quota gli abitati di Peretola, Brozzi e Quaracchi e Sesto Fiorentino.
Atterraggi quasi sempre per pista 05, unica direttrice strumentale (ILS, PAPI). La 23 è praticabile solo a vista e di giorno e preclusa all'aviazione commerciale.
Oltre i 10 nodi di vento in coda scattano riattacate e dirottamenti: circa 700 in un solo anno, con 50.000 passeggeri coinvolti.
In vari periodi dell’anno nebbia e bassa visibilità paralizzano lo scalo per ore, con voli cancellati o dirottati su Pisa o su scali in altre regioni.
Ostacoli naturali (Monte Morello) e artificiali (A11, canali) riducono le distanze utili: 1.455 m in atterraggio 05, 977 m in atterraggio 23.
Le traiettorie passano a 62-125 metri sopra l’abitato tra Peretola e le Piagge: è la principale criticità acustica per i residenti.
Il coefficiente di utilizzo è del 90,2%, inferiore al minimo del 95% richiesto dalle normative ICAO ed ENAC.
Spostando le traiettorie sulle zone non abitate della Piana, la nuova pista elimina il sorvolo a bassa quota dei quartieri di Peretola, Brozzi e Quaracchi e dell'abitato di Sesto Fiorentino restituendo qualità della vita agli abitati storici dell'area fiorentina. L'intervento è accompagnato da un pacchetto di opere ambientali e idrauliche pensato per compensare e mitigare gli effetti della trasformazione sul territorio della Piana. Prescrizioni vincolanti del decreto VIA-VAS regolano ogni fase del cantiere, dai monitoraggi acustici e atmosferici continui alla tutela delle falde e dei corsi d'acqua. Il risultato atteso è un nuovo equilibrio tra infrastruttura aeroportuale e paesaggio agricolo, con aree naturali compensative distribuite sui comuni della Piana.
Compensazione ecologica a Il Piano (Signa), San Jacopo, Santa Croce (Sesto Fiorentino) e Vingone (Campi Bisenzio), con bilancio ambientale positivo.
Una collina verde protegge dal rumore il Polo Scientifico di Sesto Fiorentino; previsto un sottopasso su via dell'Osmannoro.
Monitoraggi acustici e atmosferici continui, sistemazioni idrauliche e Piano di Monitoraggio Ambientale prima e dopo i cantieri.
I documenti ufficiali relativi alla nuova pista 11/29.
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Pubblicati i dati acustici: oltre il 99% di rumore in meno sopra 60 dB sulle aree abitate. #Masterplan2035
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Firmato il decreto VIA-VAS: la pista 11/29 supera la soglia ambientale. #Masterplan2035