Questo progetto riguarda te e la città di Firenze. Scopri tutto quello che c'è da sapere.
La nuova pista è l'intervento centrale del progetto di sviluppo dell'Aeroporto Amerigo Vespucci. Sostituisce l'attuale pista 05/23, realizzata negli anni Trenta tra Monte Morello e l'autostrada, con una pista orientata 11/29, affiancata all'A11 e leggermente inclinata. È la soluzione "3B", scelta dopo l'analisi di quindici diverse ipotesi progettuali. Il nuovo orientamento risolve le criticità operative storiche dello scalo e sposta le traiettorie di volo dalle aree urbane di Peretola, Brozzi e Quaracchi verso le zone libere della Piana, riducendo drasticamente l'impatto acustico sulla città.
La 11/29 è lunga 2.200 metri e larga 45, affiancata all'autostrada A11 ma inclinata rispetto ad essa. Operatività prevalentemente monodirezionale: decolli verso ovest (testata 29) e atterraggi in provenienza da ovest, in direzione del nuovo terminal, senza più sorvolare la città in fase di avvicinamento.
Strip di 150 m. TORA testata 29: 2.200 m · TORA testata 11: 2.085 m. Piazzale raccordi ottimizzato per ridurre i tempi di rullaggio.
Asse est-ovest, affiancato all'A11 e inclinato rispetto ad essa. Libera le traiettorie da Monte Morello e dagli ostacoli artificiali che penalizzano la 05/23.
ILS + PAPI su testata 11 e testata 29, più ATIS e radar di avvicinamento. Oggi la 05/23 dispone di ILS solo sulla pista 05.
L'attuale 05/23 si attesta intorno all'82–85%. Il nuovo orientamento elimina le penalizzazioni da vento trasversale e riduce drasticamente le operazioni in bassa visibilità.
Decolli verso ovest e atterraggi in arrivo da ovest: le traiettorie puntano sulla Piana aperta, non sulla città, azzerando il sorvolo a bassa quota su Peretola e Brozzi.
A320-family, Boeing 737 NG/MAX, Embraer E-Jet. La nuova pista li sfrutta a piena capacità e raggio d'azione, senza restrizioni di peso al decollo (MTOW).
Il nuovo orientamento sblocca la capacità dello scalo. Il Masterplan 2035 è dimensionato su una previsione di crescita fino a 5,8 milioni di passeggeri — scenario medio di riferimento — con più movimenti e nuovi vettori, senza la quota di dirottamenti attuali. La stessa tipologia di velivoli oggi operati, in versioni a maggiore capacità, potrà volare a pieno carico rendendo Firenze uno scalo competitivo sul mercato europeo.
Traffico quasi esclusivamente passeggeri; il traffico merci resta demandato allo scalo di Pisa.
È confermata la tipologia di voli e di compagnie oggi ospitate dallo scalo fiorentino.
Maggiori hub europei, del Mediterraneo e della penisola arabica — da cui transitano i flussi intercontinentali — e le principali città.
Offerta rivolta principalmente a spostamenti per lavoro e turismo legato a eventi.
Restano i velivoli di classe C già operati oggi, nelle nuove versioni a maggiore capacità che la pista consente di sfruttare a pieno carico, con maggiore efficienza operativa e più margine su tratte e configurazioni oggi già servite.
L'attuale pista, con asse 50°–230° tra Monte Morello e l'A11, è la principale criticità dello scalo. È di fatto monodirezionale: gli atterraggi avvengono quasi sempre per pista 05, l'unica strumentale assistita da ILS, mentre la testata 23 è utilizzabile solo a vista e di giorno. La presenza di ostacoli sui prolungamenti riduce le distanze utili (1.455 m in atterraggio 05, appena 977 m sulla 23). Vento in coda, pioggia e la nebbia stagionale tra novembre e gennaio causano frequenti go-around, cancellazioni e dirottamenti, mentre le traiettorie sorvolano a bassa quota gli abitati di Peretola, Brozzi e Quaracchi.
Atterraggi quasi sempre per pista 05, unica direttrice strumentale (ILS, PAPI). La 23 è praticabile solo a vista e di giorno.
Oltre i 10 nodi di vento in coda scattano go-around e dirottamenti: circa 700 in un solo anno, con 50.000 passeggeri coinvolti.
Tra novembre e gennaio la nebbia della Piana paralizza lo scalo per ore, con voli cancellati o dirottati su Pisa e Bologna.
Ostacoli naturali (Monte Morello) e artificiali (A11, canali) riducono le distanze utili: 1.455 m in atterraggio 05, 977 m sulla 23.
Le traiettorie passano a 50–80 metri sopra Peretola, Brozzi e Quaracchi: è la principale criticità acustica per i residenti.
Il coefficiente di utilizzo è del 90,2%, inferiore al minimo del 95% richiesto dalle normative ICAO ed ENAC.
Spostando le traiettorie sulle zone non abitate della Piana, la nuova pista elimina il sorvolo a bassa quota dei quartieri di Peretola, Brozzi e Quaracchi, restituendo qualità della vita agli abitati storici dell'area fiorentina. L'intervento è accompagnato da un pacchetto di opere ambientali e idrauliche pensato per compensare e mitigare gli effetti della trasformazione sul territorio della Piana. Tredici prescrizioni vincolanti del decreto VIA-VAS regolano ogni fase del cantiere, dai monitoraggi acustici e atmosferici continui alla tutela delle falde e dei corsi d'acqua. Il risultato atteso è un nuovo equilibrio tra infrastruttura aeroportuale e paesaggio agricolo, con aree naturali compensative distribuite sui comuni della Piana.
Compensazione ecologica a Il Piano (Signa), Mollaia e Santa Croce (Sesto Fiorentino), con bilancio ambientale positivo.
Una collina verde protegge dal rumore il Polo Scientifico di Sesto Fiorentino; previsto un sottopasso su via dell'Osmannoro.
Monitoraggi acustici e atmosferici continui, mitigazioni idrauliche e Piano di Monitoraggio Ambientale prima dei cantieri.
I documenti ufficiali relativi alla nuova pista 11/29.
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Pubblicati i dati acustici: oltre il 99% di rumore in meno sopra 60 dB sulle aree abitate. #Masterplan2035
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Firmato il decreto VIA-VAS: la pista 11/29 supera la soglia ambientale. #Masterplan2035