Questo progetto riguarda te e la città di Firenze. Scopri tutto quello che c'è da sapere.
Attorno al Masterplan 2035 circolano molte preoccupazioni: più rumore, più consumo di suolo, più rischio di alluvione, un aeroporto troppo vicino alla città. Sono domande legittime, che meritano risposte basate su studi tecnici e dati misurabili — non su impressioni. In questa pagina raccogliamo i sette temi al centro del dibattito pubblico e, nella sezione finale, rispondiamo alle obiezioni più frequenti confrontandole con quanto prevede realmente il progetto, sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA-VAS).
In molti danno per scontato che il progetto attuale coincida con quello del Decreto 2003 e ne erediti gli stessi impatti su rumore, sorvoli e consumo di suolo.
La pista del 2035 è riorientata sull'asse 11/29 e ridimensionata rispetto all'ipotesi 2003: cambiano traiettorie, sorvoli e superfici occupate, tutti ridotti. Il progetto è stato inoltre sottoposto a una nuova e più stringente procedura di VIA-VAS.
Si teme che le nuove opere cancellino habitat, zone umide e superfici verdi in un'area già delicata come la Piana fiorentina.
A fronte del suolo occupato, il progetto crea 800 ettari di Parco della Piana con corridoi ecologici e rinaturalizzazione di aree agricole e zone umide. Il bilancio complessivo delle superfici naturali è in aumento, con un piano di gestione della biodiversità di lungo periodo.
La preoccupazione più diffusa è che una nuova pista aumenti il rumore sulle abitazioni dei quartieri vicini allo scalo.
Il nuovo orientamento 11/29 allontana decolli e atterraggi dall'abitato di Firenze, Peretola, Brozzi e Quaracchi. Gli studi acustici stimano fino al −99% di popolazione esposta a livelli oltre 60 dB, con una rete di centraline di monitoraggio continuo verificate da ARPAT.
Nuove superfici asfaltate in un territorio già fragile: il timore è un aumento del rischio di allagamenti nella Piana.
Il progetto rispetta il principio di invarianza idraulica: ogni superficie impermeabilizzata è compensata da nuova capacità di invaso. Tre aree di laminazione, progettate con il Consorzio di Bonifica e la Regione Toscana, garantiscono di non peggiorare il rischio esistente.
Un aeroporto così vicino alla città viene percepito come poco sicuro e troppo impattante per chi vive nell'immediata vicinanza.
Il riorientamento della pista sposta i sorvoli verso la Piana, riducendo il passaggio sopra l'area densamente abitata. L'intero assetto rispetta gli standard internazionali di sicurezza ed è accompagnato da uno specifico piano di rischio aeroportuale.
Senza alternative valide all'auto, si teme che il nuovo scalo generi altro traffico e congestione sulle strade della Piana.
Lo scalo sarà servito dalla linea tramviaria VACS, dalla ferrovia regionale e da navette dedicate. Proprio lo spostamento verso il trasporto pubblico è alla base della riduzione stimata del 30% delle emissioni di CO₂ legate agli accessi.
Due aeroporti a pochi chilometri di distanza sembrano una duplicazione e uno spreco di risorse pubbliche.
Firenze e Pisa operano come un unico sistema aeroportuale, con ruoli complementari: Firenze come city airport per business e collegamenti point-to-point a corto-medio raggio, Pisa per grandi volumi e lungo raggio. Una specializzazione che rafforza l'intera Toscana, non una sovrapposizione.
Le domande critiche più diffuse sul Masterplan 2035 e le risposte basate su studi, dati e prescrizioni del decreto VIA-VAS.
Chiedi all'assistente AI del Masterplan 2035: risponde in tempo reale sui temi del dibattito.